Sospesi nell'aria come funamboli

A partire dal Concorso fotografico CorpoMateria, Metabolé si trova a riflettere sull’Aria, dunque la leggerezza, l’immateriale, l’invisibile, lo spirituale, soffermandosi sulle fasi di passaggio e trasformazione. E compare la figura del funambolo, che vive pericolosamente, che cammina sul cavo della vita, che cerca di non farsi cadere dalla sua stessa ombra, che si muove tra due estremi, che deve andare avanti (nonostante tutto) e se cade ha attraversato, comunque, il pericolo con gioco. Questo funambolo è l’uomo autentico, “in sospensione nel vuoto a contatto con l’abisso di sé”. E’ l’uomo a cui guarda la folla con il naso all’insù, è l’uomo da cui vorremo apprendere per vivere con le poche certezze di un cavo teso sul vuoto.
Ci guidano in queste riflessioni:
Diana Gran Dall’Olio, psicologa e psicoterapeuta, che parlerà dell’esperienza e del pensiero del funambolo-filosofo Philippe Petit
Alberto Giacomelli, filosofo, con un contributo sul funambolo di Nietzsche in Zarathustra
Introduce Stefania Bragato.