Soli perché invisibili

Credits Annarita Di Costanzo

Il 4 luglio Dupinder Jeet Singh è stato inghiottito dal silenzio di un pomeriggio d’estate, caricato ubriaco e malconcio in un’autoambulanza dal parco dove dormiva ed è morto undici giorni dopo in ospedale. Il suo nome si è aggiunto alla piccola Spoon River trevigiana di vite «invisibili» prematuramente spezzate.

Don Giovanni Kirschner, prete di Santa Maria del Sile, da anni in prima linea sul fronte dell’accoglienza, commenta amaramente: «Avremmo dovuto essere noi la “rete sociale” di Dupinder Jeet Singh, morto ammazzato di botte in mezzo alle nostre case. Quelli che gli passavano vicino, che lo incontravano ogni giorno eravamo noi. Avremmo dovuto fare di più, non ne siamo stati capaci. Lui ha perso la vita, ma noi non vogliamo perdere la nostra umanità».

Corriere della Sera, cronaca di Treviso, 21 luglio 2026


La solitudine fa parte dell’esperienza umana, ma può assumere forme molto diverse. Può essere una condizione subita, capace di generare sofferenza e senso di distanza dagli altri, ma può anche essere una scelta, uno spazio necessario per fermarsi, ascoltarsi e ritrovare sé stessi.

L’Associazione Metabolé propone “Incroci di solitudini”, un ciclo di tre incontri per riflettere insieme sul tema della solitudine nei suoi molteplici aspetti, attraverso il confronto e la condivisione. Ci interrogheremo su che cosa significhi oggi essere soli, sentirsi soli e, allo stesso tempo, saper stare nella propria solitudine.

Gli incontri si terranno il 10, 17 e 29 settembre 2026 alle ore 18.00, presso The Hub Human Bits, Corte Legrenzi a Mestre.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti.


Soli perché non soli

credits Andrej Lishakov

La solitudine non è mai con voi; è sempre senza di voi, e soltanto possibile con un estraneo attorno: luogo o persona che sia, che del tutto vi ignorino, che del tutto voi ignoriate, così che la vostra volontà e il vostro sentimento restino sospesi e smarriti in un’incertezza angosciosa e, cessando ogni affermazione di voi, cessi l’intimità stessa della vostra coscienza. La vera solitudine è in un luogo che vive per sé e che per voi non ha traccia né voce, e dove dunque l’estraneo siete voi.

Luigi Pirandello

17 settembre 2026 – Secondo incontro di Incroci di solitudini

Solitudine, ti ascolto

È questa la traccia del secondo incontro di Incroci di solitudini, un’occasione per fermarsi a riflettere sulla dimensione più intima della solitudine.

📍 Tutte le informazioni nella locandina

𝘋𝘰𝘱𝘰 𝘪𝘭 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘯𝘥𝘰 𝘪𝘯𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰, 𝘤𝘪 𝘢𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘢 𝘭’𝘶𝘭𝘵𝘪𝘮𝘰 𝘢𝘱𝘱𝘶𝘯𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰: 𝟸𝟿 𝘴𝘦𝘵𝘵𝘦𝘮𝘣𝘳𝘦 𝟸𝟶𝟸𝟼, 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘰𝘳𝘦 𝟷𝟾.𝟶𝟶.

La solitudine necessaria 

Yamato Yamaguchi

Ha una sua solitudine lo spazio
solitudine il mare 
e solitudine la morte – eppure 
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più profondo
segretezza polare
che è un’anima al cospetto di se stessa-
infinità finita 

Emily Dickinson, Tutte le poesie, 1997

S´anche ti lascerò per breve tempo,
solitudine mia, se mi trascina
l´amore, tornerò, stanne pur certa;
i sentimenti cedono, tu resti.

Alda Merini, La presenza di Orfeo, 1999

Dopo il primo incontro, ci aspettano altri due appuntamenti: 17 e 29 settembre, alle ore 18:00 presso The Hub Human Bits, Corte Legrenzi a Mestre.


10 settembre 2026 – Primo incontro di Incroci di solitudini

Solitudine subita, sofferta, cercata. Parliamone.

È questa la traccia del primo incontro di Incroci di solitudini, un’occasione per fermarsi a riflettere sulla solitudine, non per trovare risposte preconfezionate, ma per parlarne insieme, ascoltare e condividere.

📍 Tutte le informazioni nella locandina.

𝘋𝘰𝘱𝘰 𝘪𝘭 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘰 𝘪𝘯𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰, 𝘤𝘪 𝘢𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘢𝘯𝘰 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘪 𝘥𝘶𝘦 𝘢𝘱𝘱𝘶𝘯𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪: 17 𝘦 29 𝘴𝘦𝘵𝘵𝘦𝘮𝘣𝘳𝘦 2026, 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘰𝘳𝘦 18.00


Coltivare i rapporti umani. Ma è così difficile?

Photo credit: Jay Openiano

Va sempre così, o almeno credo. Si comincia che c’è sempre troppo da pensare, c’è sempre altro da fare, altre priorità. Poi si aspetta più del solito a mandare un messaggio, perché è da un po’ che non ci si sente e non viene più spontaneo. E così va a finire che non lo si manda, in fondo non era niente di importante. Ogni tanto, però, viene ancora la nostalgia. Allora si fa una telefonata, ma nessuno risponde, dà un cenno. Si pensa che si sarebbe dovuto richiamare, riprovare, ma non lo si è fatto e ormai è meglio non farlo più. Il tempo passa e ci si accorge all’improvviso di quanto ne è passato. Così diventa tutto troppo difficile. Telefonare, scrivere, provare a risentirsi. E finisce che non ci si sente più.

Giovanni Montanaro, Le ultime lezioni, Milano, Feltrinelli, 2019, p. 144

Gli incontri di Incroci di solitudini si terranno nei giorni 10, 17 e 29 settembre 2026 alle ore 18:00 presso The Hub Human Bits, Corte Legrenzi a Mestre. Per ulteriori info consulta la pagina Appuntamenti.


Solitudine, un’epidemia silenziosa

Photo credit Dokyung Kim

La solitudine è un sentimento diffuso nei paesi ricchi. L’Economist sostiene che la solitudine è “la lebbra del ventunesimo secolo”. Si annida in particolare nei Paesi più ricchi e avanzati a causa dei cambiamenti sociali, del lavoro da remoto, dell’alienazione digitale e della rarefazione dei legami familiari.

Un italiano su otto si sente solo, secondo Eurostat, 2015. Ben due tedeschi su tre consideravano nel 2018 la solitudine un problema grave e uno svedese su quattro ha dichiarato di sentirsi spesso solo. Nel 2017, il 40 per cento degli svizzeri affermava di sentirsi “spesso solo”.

Gran parte dei costi legati alla solitudine (depressione, isolamento sociale, degrado fisico e abuso di psicofarmaci) potrebbero essere risparmiati investendo nei legami amicali, familiari e di comunità, nella rigenerazione urbana, nell’animazione sociale e in un welfare di prossimità.

Essere soli non significa essere disadattati o distaccati, ma insoddisfatti per l’assetto che ha assunto la propria rete sociale. La separazione può essere fisica, culturale, identitaria, sessuale, etnica, linguistica, estetica, sportiva, politica, economica, e si può proseguire con gli aggettivi.

Ci sono modelli da prendere a riferimento: più che di “dieta mediterranea” si dovrebbe parlare di “approccio mediterraneo” alla vita: mangiare insieme, vedersi al bar, fare sport o attività ricreative o volontariato, frequentarsi.

Per saperne di più, link interessante a un articolo di Emiliano Mandrone: https://lavoce.info/archives/111274/solitudine-unepidemia-silenziosa/